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Un browser web pensato ottimizzato per la realtà virtuale servirebbe anche ad evitare l’effetto “realtà virtuale per soli nerd”

E sempre al web si torna. Oculus ha un negozio di applicazioni dedicato, ma crede che risieda nella rete la via più facile per creare e condividere le esperienze di realtà virtuale. Durante la conferenza per gli sviluppatori Oculus Connect, infatti, l’azienda ha annunciato la creazione di un browser web completamente ottimizzato per la realtà virtuale, soprannominato “Carmel”.

La tecnologia che invece Oculus ha messo al comando di una serie sempre maggiore di esperienze sul web, si chiama ReactVR: è questo il nome della struttura, della piattaforma javascript che permetterà di creare esperienze VR da esplorare in rete. Questi strumenti, che saranno disponibili a breve e funzioneranno su ogni dispositivo Oculus, consentiranno agli sviluppatori di programmare direttamente esperienze VR.

I risultati convengono a tutti: niente da installare o scaricare, e un pubblico ampio: “Il pubblico diventa chiunque abbia un computer portatile o un telefono cellulare.

E tutti nel futuro avranno la propria realtà virtuale sul web“, ha detto il co-fondatore di Oculus Nate Mitchell.

Si tratta di una scelta che punta ad evitare l’effetto nicchia, e cioè che la realtà virtuale diventi una dimensione nella quale si possano muovere solo i nerd. In questo è riconoscibile l’approccio di Facebook, che ha comprato l’azienda nel 2014.
Proprio Zuckerberg, intervenuto durante l’apertura della conferenza, ha parlato della volontà di mettere al centro del software le persone, perché la realtà virtuale diventi la prossima piattaforma di computing.
Facebook ha colto l’occasione per mostrare anche “VR emoji”, cioè gesti che possano essere riconosciuti e tradotti in realtà virtuale come espressioni riconoscibili. Emozioni come gioia e stupore potranno essere replicare con movimenti delle mani che verranno tradotti con reazioni dell’avatar. Ovviamente, nessuna di queste ha a che fare con la mimica facciale, che sarebbe difficile da identificare con addosso un visore, ma si possono sperimentare, per esempio, le mani alzate in segno di vittoria, o un pugno agitato all’altezza del viso per esprimere rabbia.

 

fonte http://www.wired.it/internet/web/2016/10/07/facebook-carmel-browser-per-realta-virtuale/ [:en]

A thought-optimized web browser for virtual reality would also serve to avoid the “virtual reality for only nerd”

And always we returns to the web. Oculus has a dedicated application store, but he believes that resides on the network the easy way to create and share virtual reality experiences. During the conference for developers Oculus Connect, in fact, the company announced the creation of a fully optimized web browser for virtual reality, dubbed “Carmel”.

The technology instead Oculus has put in command of a growing number of experiences on the web, it’s called ReactVR: this is the name of the hotel, the javascript platform that will allow you to create VR experiences to explore the network. These instruments, which will soon be available and will work on any device Oculus, will enable developers to program directly experiences VR.

The results agree at all: nothing to install or download, and a large audience: “The audience becomes anyone with a laptop or cell phone. And everyone in the future will have its own virtual reality on the web ” he said co-founder of Oculus Nate Mitchell.

It is a choice that aims to avoid the niche effect, namely that virtual reality will become a dimension in which you can move only the nerd. This is recognizable by the Facebook approach, which bought the company in 2014.
Just Zuckerberg, who spoke at the opening of the conference, spoke of the will to put people at the center of the software, because the virtual reality will become the next computing platform.
Facebook took the opportunity to show also “VR emoji”, ie actions that might be recognized and translated into virtual reality as recognizable expressions. Emotions such as joy and wonder can be replicated with hand movements to be translated with the avatar reactions. Obviously, none of these has to do with the facial expression, which would be difficult to identify with him a viewer, but you can experiment, for example, hands raised in victory, or a rough punch to his face to expressing anger.

Source: http://www.wired.it/internet/web/2016/10/07/facebook-carmel-browser-per-realta-virtuale/ [:]

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