Chi ha davvero ritorni a investire su Facebook?

Rosella Bartoli

Facebook: un rotocalco (scadente) pieno di pubblicità

Solo dopo aver valutato la tipologia dell’attività del cliente e solo dopo aver compreso bene le sue aspettative la mia azienda accetta o declina  l’incarico di occuparsi anche dei social.

Quanto vale la pena investire su un canale di comunicazione, o meglio, su un social che è diventato da tempo un canale di comunicazione?

Il social è oggetto stesso del mio lavoro, del  lavoro della mia azienda, e quindi,  per quanto in minima parte, contribuisce al fatturato grazie al quale l’azienda può continuare ad esistere.

La mia attività fonda le proprie origine sulla consulenza e sulle strategie di comunicazione e si occupa  di progettazioni grafiche, sempre meno, e di prodotti digitali, per lo più siti e e-commerce, sempre di più.

Come accade per tutti i mezzi i comunicazione non è sufficiente pensare alla realizzazione, bisogna poi che quel mezzo entri in contatto con il mercato, con i suoi potenziali acquirenti o fruitori.

Se il mezzo è una pagina su un periodico o un quotidiano, è compito dell’editore pensare alla distribuzione. Se quel mezzo è un semplice e banale volantino esiste la distribuzione mirata via posta, oppure la distribuzione generica  nelle cassette delle lettere o nei locali pubblici oppure l’inserimento in qualche rivista del settore.

Così anche  per un prodotto web esistono molteplici vie che partendo dal sito stesso passano attraverso motori di ricerca, o attraverso i social o attraverso newsletter, e molto altro.

Parliamo quindi  di web marketing.

E’ ovvio che un sito web si visualizza digitando il suo indirizzo. Ma un sito non deve essere “rintracciato” solo da chi ne conosce già l’indirizzo ma da chi cerca un prodotto o un servizio offerto da quel sito.

E qui ovviamente il web marketing, o se vogliamo utilizzare termini ancora più tecnici il SEO (Search Engine Optimization) e il SEM (Search Engine Marketing)  ci portano verso le più disparate operazioni che messe in atto consentono di raggiungere livelli di visibilità a volte persino impensabili.

Ma atteniamoci all’argomento di partenza: il social network Facebook.

Il suo target

  • tendenzialmente non legge, o legge sommariamente i post.
  • più attento alle foto ma poco all’argomento al quale la foto si riferisce
  • non approfondisce quasi mai una notizia, né quelle che trova in rete né quelle che condivide da altri post
  • in molti non pubblicano niente ma condividono post di altri o già “preconfezionati”
  • questo comporta che lo stesso post viene proposto da decine di profili presenti nella nostra “lista” di amici
  • diciamocela tutta… molti dei nostri “amici” hanno litigato sin da piccoli con la grammatica italiana, hanno interrotto i rapporti con un minimo cenno di cultura generale e con la buona educazione. Quindi oltre allo scarso livello di attenzione ci aggiungiamo anche uno scarso livello di qualità intellettiva-formativa del target.
  • la maggior parte di chi sta su FB lo fa per curiosare su cosa fanno o dicono gli altri, oppure per mettere in bella vista se stessi pubblicando foto o commenti solo per essere visti più che per dire qualcosa agli altri

I post

  • il più delle notizie pubblicate/condivise dagli iscritti risale a vari mesi prima, a volte anni
  • spesso la cosa è voluta perchè la notizia ha a che fare con portali che guadagnano grazie alle visualizzazioni
  • altre volte la notizia pubblicata come nuova ma in realtà datata è solo perchè, come già detto, in molti non leggono
  • i “privati” cioè i profili tendono a pubblicare frasi prese da web e quindi di scarso valore e interesse
  • per le aziende, e cioè per le pagine aziendali, la tendenza è quella di pubblicare post che non portano a niente, cioè non linkano al sito e quindi sono “fine a se stessi”. Utili magari per la comunicazione da dare ma non per la visibilità del sito stesso.
  • in più mentre un post che pubblichiamo su un profilo viene pubblicato su tutti i profili dei nostri amici (indipendentemente da quanti lo vedranno o da quanti ne saranno interessati) un post pubblicato in una pagina viene pubblicato in una percentuale che si aggira tra il 10 e il 20% degli utenti che hanno messo mi piace alla pagina.
  • nei nostri profili il 40% dei post presenti provengono da aziende molte delle quali stanno spendendo per pubblicarli nei vari profili (post sponsorizzati). Quindi è cosa risaputa che se facciamo una ricerca in rete di un servizio che stiamo cercano, subito nelle ore successive il nostro profilo viene invaso da post ch propongono quell’esatto servizio. Se in rete ci stiamo un considerevole tempo e spaziamo da un sito all’altro e da una ricerca all’altra, dopo qualche ora saremo invasi da post pubblicitari.

I post a pagamento

Per aumentare il numero dei profili sui quali il post aziendale sia pubblicato, ecco che sempre più spesso si fa ricorso ai post sponsorizzati: più è importante il budget messo a disposizione più sale il numero dei profili su cui il post apparirà.

Ci sono varie caratteristiche poi che fanno si che sul post venga più o meno preso in considerazione dagli vari profili:

  • importanza del prodotto/servizio
  • promozione sul prodotto/servizio
  • il brand che lo propone
  • il prezzo
  • maggiore o minore esclusiva sul mercato
  • ovviamente l’impatto, cioè  la grafica e/o l’immagine che contiene
  • ovviamente i contenuti del post

Insomma, il budget insieme al prodotto/servizio  e alle caratteristiche del post dovrebbe far si  che il post attiri l’attenzione degli utenti che lo ricevono nella loro home del social.

Il  volantino cartaceo deve attirare l’attenzione per il suo formato, per la qualità di stampa, per il suo contenuto e design ma se invece di avere un volantin0 nella cassetta postale ne abbiamo dieci probabilmente non solo è più difficile che uno attiri l’attenzione, ma è alto il rischio che nessuno di questi venga veramente visto.

Ecco,  accade la stessa cosa per tutti i social,  ma esageratamente accade su FB.

FB è diventato un contenitore  di post fatti in serie e condivisi, di notizie datate, comizi elettorali quasi sempre fatti da profani,  e di post sponsorizzati.

Una sorta di giornalino fatto di pochissimo redazionale e tanta pubblicità. Gli utenti di FB si ritrovano a leggere i post  degli amici facendosi strada tra una “pubblicità” e l’altra. Più è alto il numero di aziende dalle quali siamo presi d’assalto e inferiore sono le possibilità che una di queste attiri la nostra attenzione. Ma si sa… le probabilità aumentano se aumentiamo i numeri dei profili dove il post sponsorizzato viene pubblicato..

Come si ripercuote tutto questo sugli investimenti delle aziende?

Chi può contare su ritorni meritevoli? Solo chi può mettere a disposizione un budget importante  in modo da poter contare su grandi numeri

Un  budget significativo e magari anche già un nome affermato ha molta più possibilità di emergere nella folla della miriade di post sponsorizzati.

Ovvio che poi entrano in scena altri fattori che fanno aumentare i benefici di questo tipo di investimento. Ad esempio se l’azienda vuole comunicare in un’aerea geografica ristretta, o vuole puntare su una comunicazione lampo, ad esempio per un evento.

Un solo centinaio di  euro che sarebbe niente per avere risultati su territorio nazionale diventa interessante se l’area geografica è una provincia e se il post viene pubblicato solo per pochi giorni per lanciare un evento o un prodotto.

Ma in genere i nostri clienti chiedono un e-commerce. Poi a fatica mettono a disposizione un migliaio di euro l’anno l’anno per fare post sponsorizzati.

I ritorni sono pressoché invisibili. A meno che……

  • sia un servizio o un prodotto particolarmente ricercato
  • che viene offerto da poche aziende
  • oppure che abbia una promozione economica davvero invitante
Rosella Bartoli
Rosella Bartoli

Ecco perchè la mia azienda solo dopo aver valutato la tipologia dell’attività del cliente e solo dopo aver compreso bene le sue aspettative accetta o declina  l’incarico di occuparsi anche dei social.

Il rischio di tirare via soldi diventa sempre più frequente.

Il contenuto di questa pagina è frutto di una mia personale e professionale opinione. Felice di potermi confrontare con chi ne avrà voglia.

Rosella Bartoli

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