Ops!!! Quello strano oggetto chiamato “email”.

Il tallone di Achille non è dettato dal “non sapere” ma è dettato da bruttissime abitudini acquisite o buone abitudini mai prese.

Spesso nel parlare di strategie di mercato mi soffermo a  spiegare ai non addetti ai lavori alcune dinamiche non sempre a primo colpo comprensibili, oppure mi soffermo a spiegare  alcuni termini tecnici e quindi non di uso comune o mi diletto a parlare di qualche  mezzo di comunicazione sottovalutato o, al contrario, sopravvalutato. Do il meglio di me e di ciò che ho acquisito in 32 anni di attività in questo bellissimo e ancora misterioso settore parlando di share, di tasso di conversione, di ranking,  di diversificazione del target e di pianificazione del budget. Poi spesso faccio un passo indietro e torno a chiarire meglio parole o termini detti.

Ma non faccio mai due passi indietro

Si. faccio proprio come mia mamma da buona livornese,  mi spiegava come si preparava il cacciucco. Poi mentre parlava si rendeva conto che non la seguivo e allora facendo un passo indietro mi dettagliava e  spiegava tutti gli ingredienti ma senza rendersi conto che per me i problemi iniziavano già dal riconoscere la pentola adatta. Se avesse fatto due passi indietro avrebbe capito che quel piatto lo avrei sicuramente rovinato.

E non fa differenza se l’argomento sia il marketing  o il web marketing. Non fa differenza se l’interlocutore sia a capo di un piccolo negozio di periferia o di una SPA con 350 dipendenti. Non fa differenza l’età, e spesso neppure la formazione specifica. Perché spesso il tallone di Achille non è dettato dal “non sapere” ma è dettato da bruttissime abitudini acquisite o buone abitudini mai prese.

Tra tutte le brutte abitudini una spicca su tutte: il cattivo uso delle email. 

Che voi chiediate un preventivo, che il preventivo lo inviate, che chiediate un sollecito a una consegna, che chiediate qualsiasi sorta di informazione… dall’altra parte “il nulla”. Sono poche le aziende che hanno l’accortezza di rispondere subito con due parole “Grazie, vi risponderemo quanto prima” o che utilizzano risposte automatiche per rassicurare il cliente/fornitore che la comunicazione è arrivata e sarà presto oggetto di risposta.

E c’è di più! La maggior parte trova difficile o faticoso spuntare quella semplice casellina che dice “invia notifica di lettura”

Così chi con il mondo virtuale ci lavora, dopo pochissime ore decide che quel referente probabilmente è chiuso, o non è interessato, o è morto o semplicemente non è all’altezza di poterlo servire. E cambia referente. E fa bene, aggiungo io.

Poi esiste l’altra tipologia di utente: le email le usa correttamente ma non sa neppure che esistono client di posta elettronica in grado di alleggerire di dieci volte il lavoro che invece affrontano quando hanno varie caselle di posta elettronica. Così ogni ora (personalmente un lasso di tempo lunghissimo) entrano in gmail,  poi nella webmail dove hanno le caselle  legate al sito web, poi in quella della pec, poi personali hotmail, o libero e chi più ne ha più ne metta. Quando hanno finito il giro sarebbe l’ora di iniziarne uno nuovo.

Poi arriviamo noi del settore a spiegare un più corretto e veloce utilizzo. Arrivano i marziani. Ma ci sentiamo dire “troppo complicato!!!”

Dice: adesso c’è WhatsApp. E difatti spopola la spunta verde del “letto” e la conseguente “Non risposta”… Insomma… cambia il mezzo ma le brutte abitudini restano!

Adesso cercando di farlo in una modalità “no sleep” vi offro una panoramica dei comportamenti abituali di una larga percentuale di persone che, a detta loro, si stanno prodigando affinché la loro Azienda esista e resista sul mercato.

Stanno pianificando un investimento cospicuo in pannelli 6 x 3
Ma dove hanno la sede non hanno neppure una piccola insegna. Spesso anche i corrieri hanno difficoltà a trovarli

 Stanno distribuendo in varie regioni materiale cartaceo per comunicare grandi offerte.
 Il loro telefono è sempre occupato perché hanno una linea unica senza centralino e nessun altra opzione di ordine.
Quindi in una giornata acquisiscono solo una piccola parte di ciò che potrebbero acquisire

 Hanno acquistato importanti spazi pubblicitari con grande slogan: “visitate tutto il nostro catalogo”
 Non si capisce come e dove non avendo indicato l’indirizzo del sito web
Otto volte su dieci non ce l’hanno proprio

 Vogliono fare le vendite online, cioè vogliono realizzare un e-commerce
 Però non vogliono avere l’obbligo di  scaricare le email tutti i giorni. 
Stiamo cercando il modo per fare un software dove la merce si impacchetta da sola e si spedisce da sola

 Sono professionisti che vogliono allargare il loro parco clienti e investono nel farsi conoscere in rete: social e portali professionali
 Conoscono però solo l’uso del telefono. Le email sembrano essere  un optional
Il potenziale cliente scrive ma la risposta, arriva dopo vari giorni. Una riga di risposta tipo “abbiamo ricevuto la Sua gradita e Le risponderemo quanto prima” porta via trenta secondi

 Investono alcune migliaia di euro in un sito e nel relativo web marketing
 Ma non leggono le varie email che invitano a rinnovare  il nome a dominio e lo spazio web
In compenso si rendono conto dopo un mese che il loro sito non è più online

 Ci prodighiamo tanto per studiare anche il nome da assegnare alla singola casella di posta perché anche da queste piccole cose si vede l’immagine che l’azienda da di se
 Ma poi sui loro biglietti da visita si legge l’email: miky1234@gmail.com

 Ci danno l’incarico per progettare il nuovo Brand. Spendono qualche migliaio di euro
 Poi arrivano con le idee e i disegnino più assurdi e ci dicono di fare il logo “proprio così”
Mi verrebbe ogni volta che mi ritrovo in queste situazioni da rispondere alla prima offerta di lavoro (diverso da questo) che trovo all’estero.


Vi state addormentando nonostante il mio tentativo di evitare questo epilogo. Lo so.
In realtà vi ho graziato. L’elenco sarebbe infinitamente molto più lungo. Ma vi voglio bene.

Rosella Bartoli

PS
Per la cronaca: mia mamma cucina un ottimo cacciucco alla livornese.
Io nel frattempo sono diventata bravissima. A mangiarlo.

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