Esprimere successo per avere successo

Non lamentatevi: pietà e compassione sono nemiche del successo.

Se vi mostrate perdenti perché vi dovrebbero scegliere come fornitore?

Mio babbo è morto nel 1979
Era un noto e bravissimo commerciante
Non aveva studiato comunicazione o corsi per manager o marketing.
Semplicemente conosceva bene i suoi numerosi clienti. Sapeva come non perderli e sapeva come conquistarli.
Già negli anni 70 aveva capito che non poteva contare Solo sull’esclusiva di un prodotto (per alcuni ne aveva), o solo sulla qualità, o solo sulla fama dopo tanti anni acquisita. Non poteva contare tantomeno sui prezzi dato che i supermercati avevano già fatto i primi passi e lui quindi non era affatto competitivo.

Aveva capito che quello che davvero contava era la qualità del servizio, era la fiducia che infondevA al cliente, era la cordialità quasi magica (lui che cordiale di carattere non lo era neppure) con la quale mentre serviva il cliente di fronte sapeva anche intrattenere quelli in attesa.

Aveva capito una grande cosa che invece manca oggi alla maggior parte degli imprenditori, dei liberi professionisti, di qualsiasi lavoratore abbia una qualsiasi partita iva:

devi ESPRIMERE SUCCESSO,
devi TRASMETTERE POSITIVITA’,
devi TRASMETTERE LA QUALITÀ’ dei prodotti e dei servizi.
devi TRASMETTERE SALUTE
devi TRASMETTERE RICCHEZZA

Mai nessun cliente l’ha sentito lamentarsi per il troppo lavoro: perché se ti lamenti vuol dire che non puoi fare diversamente.
Quindi o non sai gestire bene la tua attività o non hai risorse economiche per aumentare il personale.
Se non hai risorse economiche vuol dire o che non sai lavorare o che i tuoi prodotti non si vendono. Se non si vendono è perché non sei bravo o non sono buoni.

Un male se lo portò via a soli 53 anni. I suoi clienti lo seppero 5 giorni prima, la maggior parte lo seppero dai giornali il giorno dopo la sua morte.  Sapeva che tristezza, malattia, carestia e morte allontanano i clienti. Pretese  che a chi chiedeva di lui venisse risposto che era in ferie. Fino a che fu possibile fu fatto così.

Un po’ lo detestavo. Poi mi accorsi che ci aveva visto bene.

Me ne accorsi un giorno, qualche anno dopo la sua morte. Ancora prima di intraprendere questa mia professione.
Ero a Siena. In Piazza del Campo due negozi simili uno accanto all’altro.
Entrambi vendevano “apparentemente” gli stessi panini e le stesse bevande.
I clienti quasi tutti turisti. Quindi difficilmente potevano conoscere l’effettiva qualità dei prodotti.
In uno la fila che si formava andava sempre di più aumentando.
Davanti all’altro nessuno. Neppure una persona.

La legge era impietosa: dove c’era  più gente voleva dire che era il  migliore. Ma era la stessa gente che contribuiva alla fila e quindi contribuiva a renderlo migliore agli occhi di tutti.

E’ un po’ la stessa regola dei video o dei post: se il titolo stesso sarà  “il più visto”, probabilmente lo diventerà davvero.

Invece non c’è cosa che più piace oggigiorno di lamentarsi a voce alta proprio in quel mercato che dovrebbe rimanere o diventare nostro.

Così, sia nella realtà sia nel mondo virtuale dei social, vengono consumati ogni giorno migliaia di crimini ogni volta che qualcuno si lamenta credendo che la pietà e la compassione siano amiche del business.
Pietà e compassione non giovano quasi mai neppure nella vita privata. Figuriamoci nel marketing.

Quindi, se posso dire la mia, se la vostra situazione economica non è del tutto rosea e quindi non vi consente né investimenti, né spese in azienda facendovi rinunciare alle ferie perché non ce la fate a smaltire il lavoro oppure dovete voi stessi rinunciare ad una bella meritatissima vacanza con la vostra famiglia perché le finanze non ve lo consentono, non lo sbandierate ai 4 venti, perché non solo nessuno vi verrà comunque a pagare i debiti o a fare l’elemosina, ma anzi, penserà che siete uno che non si sa organizzare e gestire, che non lavora bene, insomma che siete un perdente. Quindi perchè dovrebbe proprio avere voi come fornitore?

Non confondete una cena di veri amici (e anche lì avrei delle perplessità) con le crudeli, micidiali, impietose, leggi del mercato.

Rosella Bartoli

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