In base alle segnalazioni di violazione del copyright, i due motori di ricerca allontaneranno i siti di contenuti illegali dai loro risultati
a ottobre, con l’obiettivo di colpire Dyn, l’azienda statunitense di monitoraggio e instradamento del traffico internet che si occupa della gestione dei Dns. A farne le spese sono state moltissime risorse web tra cui Twitter, Netfix, Spotify, eBay, New York Times, Financial Times, Reddit e pure i circuiti Visa.

Contenuti illegali? Not in my name. Sia Google che Microsoft, con il suo Bing, hanno firmato un codice volontario di comportamento il cui scopo è di prevenire le visite a siti con contenuti poco raccomandabili.

Secondo quanto riportato dal Guardian si tratta del primo codice di questo genere nel Regno Unito e velocizzerà la retrocessione nei risultati di ricerca in seguito alle segnalazioni dei proprietari dei diritti. Così, entro l’estate (per allora si prevede che venga sia operativo questo nuovo corso) i distributori di siti di streaming illegale, dallo sport al cinema, avranno vita decisamente difficile.

I lavori sono stati condotti dall’Ufficio per la Proprietà Intellettuale al fianco del Dipartimento per la Cultura, Media e Sport e Ofcom, l’autorità britannica indipendente per la regolazione dell’industria della comunicazione ha sostenuto la discussione esaminando come a livello pratico si potesse tenere il più lontano possibile gli utenti dai contenuti illegittimi.

A volte le persone alla ricerca di qualcosa finiscono inconsapevolmente davanti a parti di contenuti pirata e ci vogliamo assicurare che i risultati in cima ai risultati siano quelli più genuini” ha detto alla testata Eddy Leviten, direttore generale dell’Alleanza per la proprietà intellettuale.

Ovviamente, l’iniziativa si inserisce in un quadro di norme già esistenti contro la diffusione di infrazioni in rete: dalla legge che permette ai giudici di bloccare i siti, al lavoro dei marchi per evitare di posizionare pubblicità su portali di dubbia provenienza, fino alle campagne di sensibilizzazione come “Get it Right From A Genuine Site” che sprona i fan a valutare i processi creati e indirizzarli alle fonti originali dei contenuti.

Fonte Wired.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *