I valutatori di qualità di Google dovranno segnalare contenuti offensivi e violenti: i dati da loro prodotti potranno influenzare gli algoritmi del motore di ricerca

Nel grande movimento globale che prova a ridurre l’impatto dei contenuti impropri in rete, ogni gigante della tecnologia fa il suo: mosso da spirito proprio, o spinto dalle pressioni politiche. Google ha inaugurato un nuovo corso che darà ai suoi “valutatori di qualità” la possibilità di segnalare meglio i contenuti offensivi e inesatti. Un altro capitolo della battaglia al calderone di informazione non corretta che abita tutti i mezzi di informazione, rete compresa.

Google, come spiega Search Engine Land, ha introdotto novità nelle nuove linee guida per i suoi valutatori, un esercito di 10mila persone sparse per il mondo che si esprimono sull’utilità e accuratezza dei risultati di ricerca. Il loro giudizio non ha potere pratico, ma i dati da loro forniti servono all’azienda per migliorare gli algoritmi. La nuova sezione, che si è aggiunta alle già 200 pagine di guida d’istruzione per le valutazioni, riguarda i contenuti “offensivi” e scioccanti, per i quali i recensori avranno anche a disposizione un apposito strumento di segnalazione.

Secondo quanto spiegato loro, sotto questa categoria rientreranno, innanzitutto, i contenuti che istigano all’odio e alla violenza contro persone sulla base di criteri, tra cui (ma non solo) razza o etnia, religione, sesso, nazionalità o la cittadinanza, disabilità, età, orientamento sessuale o status di veterano. E ancora, insulti razziali o terminologia offensiva in senso lato. Per quanto riguarda i contenuti visivi, saranno da segnalare quelli che contengono violenza, su minori, ma anche animali.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *